Canti liturgici di tradizione orale

La riedizione di questa fondamentale opera, per la collana Geos CD book della Nota Edizioni di Valter Colle (grazie al contributo della Fondazione Banco di Sardegna), rispetta rigorosamente l’originale degli anni Ottanta con una introduzione di Giacomo Baroffio e la rimasterizzazione digitale dei documenti sonori originali.

Un’antologia di 3 CD, con oltre 50 brani, che rappresenta una ricognizione organica e sufficientemente ampia di una grande tradizione musicale popolare, fino a tempi recenti quasi interamente negletta e ancor oggi documentata soltanto in modo settoriale e parziale.

Le registrazioni e i testi di commento furono opera di venti tra i maggiori esperti del settore coordinati da Piero G. ArcangeliRoberto LeydiRenato MorelliPietro Sassu.

Pubblicato originariamente nel 1985 in occasione dell’Anno Europeo della Musica, Canti Liturgici di Tradizione Orale, a distanza di oltre vent’anni grazie alla sempre attenta e preziosa opera di Nota, questo importantissimo lavoro di ricerca è stato finalmente ristampato con una nuova veste grafica, accompagnata dalle ristampe su tre dischi di tutto il materiale audio originariamente contenuto nei quattro long playing allegati alla prima edizione.

Aperta dall’introduzione di Valter Colle e dal prezioso contributo di Giacomo Baroffio, questa nuova edizione ripropone per intero l’opera originaria, curata da Roberto Leydi con il determinante supporto di Piero Arcangeli e Pietro Sassu, per quanto attiene alle ricerche e di Renato Morelli, per la realizzazione dei dischi. Sebbene gli stessi autori affermino che si tratta semplicemente di una serie di “appunti di metà percorso” sottolineandone implicitamente il limite nel non coprire per intero le varie tradizioni regionali, ad ogni modo il testo presenta una ricognizione organica ed ampia sui canti liturgici presi in esame in diverse regioni italiane quali Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Trentino, Friuli, Emilia, Umbria, Lazio Campania, Sicilia e Sardegna, oltre a testimonianze di vocalità tradizionale raccolte in località poco al di fuori dei nostri confini come nel caso del Canton Ticino e della penisola d’Istria.

Il lavoro di Leydi e degli altri ricercatori prese le mosse dall’importante lavoro di ricerca di Leo Levi, che negli anni cinquanta oltre a condurre approfondite ricerche sulla tradizione ebraica in Italia allargò il suo raggio d’azione anche alla tradizione dei canti liturgici cristiani. Successivamente a partire dalla seconda metà degli anni sessanta, a raccogliere il testimone della ricerca in questo particolare ambito della musica popolare, furono diversi ricercatori, fino a giungere al 1985 allorquando il progetto Musica e Liturgia fu inserito nel programma dell’Anno Europeo della Musica, sulla spinta del successo raccolto dai progetti realizzati per l’Autunno Musicale a Como e presso il Teatro La Fenice di Venezia.

A riascoltare e a riprendere in mano, oggi, quest’opera si ha la netta sensazione di come tutto il lavoro compiuto da questi ricercatori sia ancora preziosissimo, anche perchè nessuno è stato in grado di completarlo, sebbene tanti siano le opere realizzate a carattere regionale nell’ambito della musica sacra. I cinquanta brani, raccolti nei tre dischi e trascritti corredati da approfonditi commenti all’interno del libro, non rappresentano dunque il risultato di una ricerca ma piuttosto una traccia di lavoro ancora viva, che rappresenta un monito per i ricercatori a darsi da fare per raccogliere gli ultimi echi di tradizioni antichissime. Di grande pregio sono le varie registrazioni raccolte sul campo, che grazie ad una accurata rimasterizzazione consentono all’ascoltatore di conoscere e scoprire la bellezza, il fascino e il mistero dei canti liturigici e paraliturgici che caratterizzavano le celebrazioni eucaristiche nella nostra penisola. Arcangeli, Leydi, Sassu e Morelli hanno cristallizzato perle di rara intensità come il Miserere di Veganella (No), o il Dies Irae di Carvegno (Canton Ticino), o ancora i Vespri di Cercivento (Udine), ma anche la Lamentatio Jeremiae Prophetae di Sessa Aurunca (Ce), contenuto nel secondo disco e tutto il terzo disco dedicato invece alla Sardegna nel quale sono raccolte registrazoni provenienti da Castelsardo (Ss), Santu Lussurgiu (Or), Bosa (Or), Cuglieri (Or) e Aggius (Ot).

Canti Liturgici di Tradizione Orale è, dunque, un opera di grande valore e sebbene rappresenti solo una parte di un più complesso percorso di ricerca, è ancora oggi il primo ed insuperato esempio di analisi etnomusicologica del corpus di canti appartenenti alla tradizione devozionale nella nostra penisola.
(da http://www.blogfoolk.com/2012/02/piero-g-arcangeli-roberto-leydi-renato.html)

 

 

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