comitato scientifico

PIER GIUSEPPE ARCANGELI

Musicologo e compositore, nato a Foligno nel 1944.

Laureato in Lettere moderne con una tesi di trascrizione e analisi dei Canti popolari di tradizione orale in Umbria (Istituto di Etnologia e Antropologia culturale dell’Università di Perugia, 1968, relatore Tullio Seppilli), ha studiato composizione, musica corale e direzione di coro con Luciano Chailly e Roman Vlad presso il Conservatorio della stessa città, diplomandosi nel 1971. Ha condotto ricerche etnomusicologiche nelle Marche e nel Friuli su commissione dell’AELM (Archivio Etnico Linguistico-Musicale della Discoteca di Stato), e successivamente nel Lazio, occupandosi in particolare dei canti del lavoro monodici e polivocali e della polifonia paraliturgica, anche in collaborazione con Diego Carpitella, Roberto Leydi, Pietro Sassu. Dal 1976 al 1983 ha tenuto seminari di etnomusicologia presso la Facoltà di Lettere di Perugia, seguendo anche la preparazione di diverse tesi di laurea. E’stato per otto anni vice-presidente della SIE, la Società Italiana di Etnomusicologia; è membro del Comitato scientifico degli ‘Archivi Sassu’ di Sassari.

Il suo contributo agli studi musicologici viene menzionato nell’Enciclopedia della musica diretta per Einaudi da Jean-Jacques Nattiez – voll. II, Il sapere musicale (2002) e III, Musica e culture (2003).

Dal 1971 lavora all’Istituto musicale “Giulio Briccialdi” di Terni, pareggiato dal ’74 ai Conservatori di Stato: professore di Storia ed estetica della musica, direttore incaricato dal 1997 al 2007, confermato per il triennio accademico 2007/10 con nomina ministeriale.

Fondatore nel 1976 dell’Unione dei musicisti umbri (Umu sintesi); consulente della Regione dell’Umbria negli anni ‘80 per la didattica di base e per le attività musicali; consulente per la ricerca etnomusicale del Ccbc della Provincia di Viterbo dall’83 all’89; direttore artistico di stagioni concertistiche e festival umbri, in particolare per la musica medioevale, rinascimentale/barocca e contemporanea.

È autore di partiture orchestrali, corali e per ensemble, per danza, per il teatro musicale e di prosa, per la radio e per la televisione.

FRANCESCO GIANNATTASIO,

musicista e musicologo trans-culturale, è nato a Firenze il 16 settembre 1950. Come musicista ha partecipato al movimento del folk revival italiano ed è stato fra i fondatori di vari gruppi di ricerca e sperimentazione musicale degli anni Settanta.

Dal 1979 si è dedicato a tempo pieno allo studio etnomusicologico, sotto la guida di Diego Carpitella (e, per un periodo di études approfondies a Parigi, di Gilbert Rouget). Dal 1987 è docente universitario di ruolo: prima, come professore associato di Etnomusicologia presso l’Università della Basilicata (1987-1995) e, dal 1995, come ordinario della stessa materia all’Università di Roma «La Sapienza», occupando la Cattedra che fu di Diego Carpitella. Dal 1990 al 2001 ha diretto l’Istituto Interculturale di Studi Musicali Comparati della Fondazione Giorgio Cini di Venezia, del quale tuttora presiede il Comitato scientifico e cura i Seminari internazionali di Etnomusicologia. Per alcuni anni, inoltre, è stato Conservatore degli Archivi di Etnomusicologia dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

Nella sua attività di ricerca ha svolto indagini sui repertori vocali e strumentali di tradizione orale dell’Italia meridionale e della Sardegna (cfr. ad es. il disco Sardegna 1 – Organetto, curato assieme a Bernard Lortat-Jacob, Fonit-Cetra 1982), per estendere in seguito i propri interessi ad altri ambiti: la musica somala, con ricerche su campo dal 1981 al 1998 ; linguaggio e musica; musica e poesia. Fra le sue numerose pubblicazioni: i volumi L’organetto – Uno strumento musicale contadino dell’era industriale (Bulzoni 1979), Il concetto di musica (La Nuova Italia Scientifica 1992), Sul verso cantato (Il Poligrafo 2002, assieme a Maurizio Agamennone) e i saggi «Music and Metre in Somali Poetry» (SOAS 1996, con Giorgio Banti), «Poetry» (Blackwell 2004, con Giorgio Banti), «Dal parlato al cantato» (Einaudi 2005) e il recentissimo «Ci ragiono e (disin)canto – Riflessioni su “musica popolare”, etnomusicologia e folk music revival in Italia a vent’anni dalla scomparsa di Diego Carpitella» (Vecchiarelli 2011).

NICOLA SCALDAFERRI

musicista ed etnomusicologo, nato nel 1969 a San Costantino Albanese (PZ).
Si è formato al Conservatorio di Musica di Parma, all’Università di Bologna, Dipartimento di Musica e Spettacolo (dove ha conseguito il Dottorato di ricerca in Musicologia) e presso il Music Department della Harvard University, Cambridge (Massachusetts)

I suoi interessi principali e le sue aree di specializzazione vertono su Etnomusicologia, Musicologia storica, Composizione, Musica tradizionale italiana, albanese e balcanica, cultura arbëresh e cultura albanese, musica dell’Africa occidentale, zampogne, musica del XX secolo e musica elettronica. Tra le sue ricerche sul campo: La tradizione del canto epico in Kosovo (agosto 2003 e ottobre 2006), Pratiche musicali, poteri e segreti tra i Dagomba e riti musicali cristiani nella regione di Accra (Ghana) agosto-settembre 2006, I riti arborei in Italia meridionale; la musica tradizionale lucana 2002-2005 , La festa della Madonna del Pollino (Basilicata) 2000-2001, La musica tradizionale albanese (Albania, Kosovo e Macedonia) settembre 1997-agosto 2000, Il canto liturgico bizantino di tradizione orale della diocesi di Lungro (Cosenza) gennaio e settembre 1998, maggio 1997.

Tra le sue numerose pubblicazioni: Musica arbëreshe in Basilicata, 1994. con prefazione di Pietro Sassu. Musica nel laboratorio elettroacustico, 1997. con prefazione di Mario Baroni, Nel paese dei cupa cupa. Suoni e immagini della tradizione lucana, 2006 (in collaborazione col fotografo Stefano Vaja),

Per le pubblicazioni realizzate e le ricerche condotte ha vinto numerosi premi Internazionali.

Attualmente è Ricercatore e Professore di Etnomusicologia e Analisi Musicale presso il Dipartimento di Storia delle Arti, della Musica e dello Spettacolo dell’Università di Milano

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